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	<title>Rocco Archives | NetBet News</title>
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	<title>Rocco Archives | NetBet News</title>
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		<title>La prima vittoria del Milan in Coppa dei Campioni il 22 maggio 1963</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2022 07:41:00 +0000</pubDate>
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<p>Nella scorsa stagione il <a href="https://netbetnews.it/mercato-milan-il-cambio-di-proprieta-rischia-di-far-sfuggire-gli-obiettivi-fissati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mian </a>è tornato dopo 8 anni a calcare i campi della Champions League, e quest’anno i rossoneri saranno ancora presenti nella massima competizione europea da Campioni d’Italia in carica.</p>



<p>I tifosi rossoneri si vantano giustamente di essere gli unici in Italia ad aver alzato <strong>7 volte la Coppa Campioni/Champions League</strong> (in Europa solo il Real Madrid con 14 successi ha fatto meglio), ma il Milan è stata anche la prima squadra italiana ad alzare la Coppa dei Campioni, quando trionfò nello splendido scenario di Wembley il 22 maggio 1963.</p>



<p>Era il Milan che era stato costruito da <strong>Nereo Rocco</strong>, e che l’anno precedente aveva dominato la Serie A. I rossoneri erano già arrivati in finale di Coppa dei Campioni nella stagione 1957/58, ma avevano dovuto cedere ai supplementari al fortissimo Real Madrid (2-3).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="524" src="https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/07/Rocco-1024x524.jpg" alt="" class="wp-image-10102" srcset="https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/07/Rocco-1024x524.jpg 1024w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/07/Rocco-300x154.jpg 300w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/07/Rocco-768x393.jpg 768w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/07/Rocco-310x159.jpg 310w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/07/Rocco-60x31.jpg 60w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/07/Rocco-370x190.jpg 370w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/07/Rocco-818x419.jpg 818w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/07/Rocco-406x208.jpg 406w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/07/Rocco-500x256.jpg 500w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/07/Rocco-400x205.jpg 400w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/07/Rocco-32x16.jpg 32w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/07/Rocco.jpg 1230w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Nereo Rocco da allenatore del Milan</figcaption></figure>



<p>Ora sembrava davvero la volta buona, e quel Milan non mancò l’occasione di entrare nella storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Coppa dei Campioni 1962/63</h2>



<p>Quel Milan esordì in coppa distruggendo i lussemburghesi dell’Union Luxembourg, per un complessivo 14-00 fra andata e ritorno. Il mattatore delle due gare fu <strong>Josè Altafini, </strong>che si sarebbe laureato capocannoniere di quell’edizione di Coppa dei Campioni con 14 reti.</p>



<p>Nel secondo turno gli uomini di Rocco sistemarono la pratica Ipswich Town grazie al 3-0 di San Siro, rendendo indolore l’1-2 subito al ritorno in Inghilterra.</p>



<p>Nei quarti di finale il Galatasaray non poteva certo essere avversario in grado di contrastare quel Milan (complessivo 8-1 per i rossoneri), come anche il Dundee United in semifinale, che fu abbattuto per 5-1 a San Siro, prima della sconfitta per 0-1 in Scozia.</p>



<p>A quel punto solo il Benfica, vincitore della Coppa dei Campioni nei due anni precedenti (i portoghesi avevano spezzato l’egemonia del Real Madrid), si ponevano come ostacolo fra il Milan e la storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La finale di Coppa dei Campioni 1963</h2>



<p>Il Milan scese in campo a Wembley schierato con il “sistema”, con un adattamento però più nelle corde di Rocco, quindi più difensivo rispetto a un sistema classico.</p>



<p>Fra gli ospiti erano tanti i campioni in campo, da Mario Coluna a Josè Augusto, ma soprattutto la “<em>Pantera Nera</em>” <strong>Eusebio,</strong> già protagonista nella finale di Coppa dei Campioni vinta contro il Real Madrid, e uomo copertina di questa finale di Wembley.</p>



<p>Eusebio portò infatti in vantaggio il Benfica dopo 19 minuti, e fece letteralmente impazzire Benitez, che non riusciva a tenere la marcatura. In campo i rossoneri- in quella finale in campo con la maglia bianca, che sarebbe diventata una piacevole tradizione per le finali europee del Milan- si parlarono fra di loro, e Trapattoni decise di scambiarsi la marcatura con Benitez, e fu il Trap ad andare su Eusebio, con risultati decisamente migliori per il Milan.</p>



<p>Nell ripresa, limitato Eusebio, si scatenò Altafini, che con una doppietta nel giro di 10 minuti a metà del secondo tempo, ribaltò la contesa.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div><figcaption>La finale vinta dal Milan con il Benfica</figcaption></figure>



<p>Il Milan seppe difendersi e reggere agli assalti dei portoghesi (che giocarono parte della ripresa praticamente in dieci, perché Coluna, colpito da Pivatelli, rimase in campo solo perché non erano ancora ammesse le sostituzioni) e riuscirono così a portare la casa la partita.</p>



<p>In campo a Wembley, ma anche fra chi seguiva la partita in diretta dall’Italia alla radio (la RAI non aveva previsto diretta televisiva), si scatenò il tripudio, e <strong>Cesare Maldini</strong> poté così salire i gradini di Wembley per alzare al cielo la prestigiosa Coppa dei Campioni. Una prima volta assoluta per l’Italia.</p>



<p>Quel 22 maggio 1963 fu una prima volta per il Milan, a cui poi sarebbero seguiti altri 6 successi in Coppa Campioni/Champions League.</p>
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		<title>Il Catenaccio: come è nato, chi ne sono stati gli interpreti, perchè è osteggiato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ferratoluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jul 2022 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lo Sapevi Che]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Catenaccio]]></category>
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		<category><![CDATA[storia del calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Catenaccio, uno schema di gioco associato all’Italia, e letto sempre in chiave negativa. Catenaccio è sinonimo di “non gioco”,&#8230;</p>
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<p>Il Catenaccio, uno schema di gioco associato all’Italia, e letto sempre in chiave negativa.</p>



<p>Catenaccio è sinonimo di “non gioco”, ostruzionismo, uno schieramento che punta a difendersi senza attaccare (termine tra l’altro usato ormai non solo nel calcio, ma anche nella vita quotidiana, “fare catenaccio”).</p>



<p>E’ veramente così? Il Catenaccio può avere anche un’accezione positiva? E soprattutto, come è nato il Catenaccio?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il primo Catenaccio di Rappan</h2>



<p>Si inizia ad usare la parola Catenaccio nel calcio negli anni Trenta, ma questo schema di gioco non nasce in Italia, bensì in Svizzera. E’ un tecnico austriaco, <strong>Karl Rappan, </strong>che allena la nazionale elvetica ad utilizzare per la prima volta il “<em>Verrou</em>” (chiavistello o catenaccio appunto), uno schema che arretra una mezzala in difesa, in modo da contrastare al meglio il sistema WM, il più in voga all’epoca.</p>



<p>Con il Catenaccio la Svizzera nel 1938 migliora nettamente da un punto di vista difensivo, e ai Mondiali francesi gli elvetici battono la Germania- che politicamente ha appena annesso anche l’Austria, usufruendo così dei suoi fortissimi calciatori- e viene battuta solo dall’Ungheria nella rassegna iridata.</p>



<p>Il Catenaccio comincia così ad essere utilizzato dalle squadre meno forti, che non vogliono affrontare le compagini tecnicamente più dotate a viso aperto, ma preferiscono utilizzare un sistema che prediliga la fase difensiva, per poi ripartire in contropiede.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La via italiana al Catenaccio</h2>



<p>In Italia si inizia a parlare di Catenaccio dopo la Seconda guerra mondiale. E’ <strong>Gipo Viani,</strong> allora allenatore della Salernitana, a raccontare una storia al riguardo, non si sa quanto romanzata.</p>



<p>Si dice che Viani passeggiando alla mattina al porto, notò le barche dei pescatori che tornavano dopo la pesca notturna. Ogni peschereccio aveva una prima rete che aveva catturato il pesce, ma sotto anche una seconda rete, per riuscire a trattenere tutto ciò che cadeva fuori dalla prima rete. Viani associò subito questa visione al calcio, e pensò che la difesa della sua Salernitana avrebbe dovuto avere una seconda linea difensiva, per poter così bloccare gli attaccanti che fossero riusciti a passare la prima linea di difensori.</p>



<p>Si cominciò così a parlare di “<em>battitore libero”</em>, cioè quel giocatore che stava dietro la linea a tre di difesa, e che si occupava di liberare l’area in qualsiasi maniera.</p>



<p>In breve tempo, il Catenaccio fu adottato anche dalle grandi squadre in Italia, con l’Inter di <strong>Alfredo Foni </strong>che costruì una vera e propria fortezza davanti alla porta. Il libero dell’Inter era Ivano Blason, che si diceva tirasse una linea davanti alla sua difesa, e gli attaccanti non avrebbero dovuto/potuto superare quella linea, pena la loro incolumità.</p>



<p>L’Inter vinse lo scudetto 1952/53 segnando appena 46 reti in 34 partite, in un periodo in cui chi vinceva il campionato ne segnava più di 100 a stagione, ma subendone solo 24, così che da quel momento per vincere la Serie A divenne più importante non prendere gol rispetto a segnarne a caterve. I nerazzurri vinsero 8 partite per 1-0 e impattarono 5 volte per 0-0, dando sempre l’impressione di grande solidità difensiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Milan di Rocco e l’Inter di Herrera</h2>



<p>Il Catenaccio divenne sempre più diffuso in Italia, e <strong>Gianni Brera </strong>ne fu il principale sostenitore e divulgatore. Secondo Brera, l’atleta italiano morfologicamente non era fatto per un gioco dispendioso di attacco sfruttando grandi doti atletiche, ma avremmo dovuto utilizzare nel calcio un sistema difensivo, pronti poi a colpire l’avversario nel momento più opportuno.</p>



<p><strong>Nereo Rocco</strong> perfezionò il Catenaccio come allenatore del Padova, ma fu con il Milan che ottenne successi in patria e vinse due Coppe dei Campioni- nella seconda a Madrid contro l’Ajax nel 1969 a dir la verità schierò 5 attaccanti.</p>



<p>Chi però incarnò al meglio l’idea di Catenaccio fu <strong>Helenio Herrera</strong> con la <em>Grande Inter</em> degli anni Sessanta.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="480" height="600" data-id="9526" src="https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/06/lineup-1.png" alt="" class="wp-image-9526" srcset="https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/06/lineup-1.png 480w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/06/lineup-1-240x300.png 240w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/06/lineup-1-310x388.png 310w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/06/lineup-1-60x75.png 60w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/06/lineup-1-370x463.png 370w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/06/lineup-1-406x508.png 406w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/06/lineup-1-400x500.png 400w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/06/lineup-1-320x400.png 320w, https://netbetnews.it/wp-content/uploads/2022/06/lineup-1-26x32.png 26w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption><strong>La Grande Inter</strong></figcaption></figure>
</figure>



<p>Il libero era Picchi, che si schierava qualche metro dietro rispetto a Guarneri, e l’Inter era sempre pronta a chiudersi a riccio, per poi ripartire con contropiedi micidiali grazie a giocatori come Mazzola, Jair e Suarez.</p>



<p>I nerazzurri dominarono in Italia nei primi anni Sessanta, e vinsero due Coppe dei Campioni consecutive nel 1964 e 1965, perdendo quella del 1967 contro il Celtic.</p>



<p>Il Catenaccio nel corso degli anni si è poi evoluto, ma anche oggi non è certo sparito, e rimane una tattica utilizzata spesso quando in campo c’è una sproporzione di valori fra le de contendenti.</p>



<p>Un esempio recente è stata la Grecia di <strong>Otto Rehhagel,</strong> che ha vinto l’Europeo nel 2004, ma anche l’Atletico Madrid di <strong>Diego Simeone </strong>non disdegna di chiudersi a testuggine per ripartire quando è necessario, come si è visto nella partita di andata dei quarti di finale di Champions League della passata stagione contro il Manchester City di Guardiola.</p>
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